emissione BTP 26 marzo 2025
Fino a 4,5 miliardi di euro nell'asta BTP del 26 marzo 2025 (www.risparmioggi.it)

Dopo una pausa durata settimane, arriva la classica infornata di emissioni di titoli di stato che oramai caratterizza l’ultima settimana di ogni mese. Dopodomani 26 marzo si terrà la consueta emissione di BTP Short Term e BTP€I; il giorno successivo sarà la volta della seconda asta BOT del mese e quello dopo ancora si terrà la seconda asta medio e lungo termine di marzo. Insomma anche se il mese corrente non è certo corto, alla fine il MEF ha concentrato tutto alla fine.

Il primo appuntamento sarà con la solita combo Short Term e BTP€I. In emissione andranno tranche di titoli già quotati sul MOT e ciò si traduce nella possibilità di avere subito un riscontro immediato su quelli che potrebbero essere i rendimenti. I due titoli che verranno offerti dal Tesoro sono la quinta tranche dello Short Term scadenza 25/02/2027 e ISIN IT0005633794 e addirittura la 23esima tranche del BTP indicizzato all’inflazione europea in scadenza il 15/05/2029 e codice ISIN IT0005543803. Asta con due soli titoli in emissione, quindi, ma ammontare complessivo da non trascurare. Nel complesso obiettivo del Tesoro è collocare fino a un massimo di 4,5 miliardi di titoli nell’ambito di una emissione non equamente ripartita. Inutile dire che sarà lo Short Term a fare la parte del leone.

Prima di fare il punto sulle ipotesi di rendimento presentiamo i due titoli protagonisti unici dell’asta Short Term e BTP€I del 26 marzo prossimo.

Specifiche dell’asta BTP del 26 marzo 2025

Nessuna nuova emissione nell’asta del 26 marzo 2026 ma solo due vecchie (e in un caso vecchissima) conoscenza del mercato obbligazionario.

Tanto per iniziare c’è la quinta tranche del BTP Short Term scadenza 25/02/2027. Emesso per la prima volta il 30 gennaio 2025 (titolo quindi piuttosto giovane) stacca una cedola annuale del 2,55% con prossima data di pagamento calendarizzata il 25/08/2025. Dell’ex CTZ il Tesoro punta a collocare tra 2,5 e 3 miliardi di euro a cui si aggiungono poi i 600 miliardi di euro dell’asta supplementare.

A fare compagnia allo Short Term c’è poi la 23esima tranche del BTP€I a 10 anni in scadenza il 15/05/2029. Emesso per la prima volta il 26 aprile 2023, il titolo indicizzato all’inflazione europea stacca una cedola dell’1,5%. Attenzione perchè la prima data di stacco utile è vicinissima all’asta stessa essendo calendarizzata per il 15 maggio prossimo. La forchetta di emissione per questo titolo è compresa tra 1 e 1,5 miliardi di euro a cui si potrebbero poi andare ad aggiungere i 225 milioni di euro dell’asta supplementare.

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La view sul rendimento dell’asta Short Term – BTP€I del 26 marzo prossimo

Da quando i rendimenti dei titoli di stato hanno registrato uno stop del trend al ribasso (con conseguente salita dei prezzi sul secondario) ecco che sono tornati nel mirino degli investitori a caccia di ritorni. I timori sul ribasso dei rendimenti riguardavano soprattutto la parte più corta della curva, nella fattispecie dell’asta del 26 marzo lo Short Term 2027. Da lui partiamo con l’esame dei ritorni stimati. Sul secondario il titolo scambia a 101, quindi sopra la pari. Per un lotto minimo di 1.000 euro sono necessari 1010€ di investimento. Nei mesi passati questo Short Term era sceso anche sotto la pari spingendosi fino a 99,95 ma poi, il mutato quadro, ha determinato una risalita. nel giorno precedente all’asta, il titolo presenta un rendimento effettivo a scadenza lordo del 2,4% circa che poi scende ad un netto del 2,06%.

Per quello che invece riguarda il BTP€I 2029, sul secondario il titolo indicizzato all’inflazione scambia a quasi 102 con un rendimento effettivo a scadenza lordo del 3,35% che scende ad un netto del 2,74% considerando la tassazione. Da inizio anno la quotazione di questo BTP€I non è mai scesa sotto la pari, anzi è arrivata addirittura fino a 103€, ben 1€ euro in più rispetto ai valori attuali. Ai prezzi attuali, servono 1020€ per mettere in portafoglio il lotto minimo di 1.000€. Più dello Short Term, quindi.

Sul BTP€I 2029 pesa la variabile inflazione. Il titolo è infatti indicizzato all’inflazione europea. E allora per avere il rendimento reale va detratto il tasso di inflazione dell’area Euro atteso per i prossimi 4 anni ossia per la durata residue del titolo fino alla sua scadenza. Il calcolo è molto semplice: il rendimento del BTP classico a cedola fissa in scadenza nel 2029 è il 2,8% circa da esso va sottratto l’1% di rendimento reale del BTP€I 2029 e resta 1,8% ossia il tasso di inflazione previsto dal mercato per il prossimo quadriennio. Addirittura siamo sotto le stime del 2% della BCE.

Cosa puoi fare adesso?

I canali per partecipare al collocamento del 26 marzo sono quelli soliti. Se non sei interessato a questa tipologia di titoli di stato, resta sintonizzato sulle prossime aste BTP per conoscere tutti i futuri appuntamenti.