Nel giorno del sell-off dei mercati azionari provocato dall’introduzione dei dazi Usa, sul Ftse Mib spicca il pesante ribasso delle azioni Saipem. Il titolo del settore engineering è tra i peggiori di tutto l’indice con una flessione dell’8,95% a 1,95 euro. Il tracollo di Saipem condiziona l’andamento delle azioni sia nel breve che nel lungo termine. Da inizio anno il ribasso di Saipem è stato del 27% mentre solo nell’ultimo mese il titolo ha accumulato un passivo del 9%.
In questo contesto osservati speciali sono alcuni certificati che hanno come sottostante unico proprio le azioni Saipem. Tra gli ultimi prodotti sbarcati su EuroTLX c’è ISIN IT0005622417 emesso da Banca Akros del gruppo Banco BPM il 26 novembre 2024 e in scadenza a novembre 2027. Si tratta di un certificato con cedola incondizionata e a capitale condizionatamente protetto. Proprio queste caratteristiche potrebbero renderlo uno strumento di protezione nelle fasi di sell-off del titolo sottostante (come quella odierna).
Vediamo allora quali sono le caratteristiche di questo prodotto e soprattutto, trattandosi di un asset quotato su Borsa Italiana, come sta reagendo al crollo delle azioni Saipem.
Certificato Equity Premium sulle azioni Saipem ISIN IT0005622417: le caratteristiche
Ancora prima di scendere nella trattazione è bene avere ben chiaro di che prodotto stiamo parlando. Nell’autunno 2024 Banca Akros quotò due diversi certificati con sottostante azioni Saipem. Quello oggetto dell’articolo è l’ISIN IT0005622417 con cedola incondizionata dello 0,67% e senza opzione call (la maturazione a scadenza è quindi scontata). L’altro è invece l’ISIN IT0005611832 che invece prevede la possibilità di richiamo anticipato.
Concentriamo l’attenzione sul primo prodotto perchè esso, essendo privo della call, potrebbe apparire meno complicato soprattutto con chi ha una scarsa conoscenza dei certificati di investimento.
L’ISIN IT0005622417 presenta cedole mensili fisse dello 0,67%. Moltiplicato per i 12 mesi abbiamo quindi una cedola annuale che vien pagata a prescindere dall’andamento del sottostante. Non essendoci alcuna call il prodotto va quindi a scadenza a novembre 2027 (e da questa time-line si possono tranquillamente calcolare le cedole che sono ancora da incassare).
Cosa succede alla scadenza del certificato (26/11/2027)
Alla data di scadenza (valutazione finale fissata per il 19 novembre 2027) subentra il discorso barriera che, come specificato al momento dell’emissione, è fissata al 60%. Il capitale nominale viene rimborsato a 100 più ovviamente l’ultimo 0,67% se e solo se il titolo non ha perso oltre il 40% rispetto al prezzo di rilevazione iniziale fissato a 2,371€. Se invece la quotata dovesse aver perso oltre questo livello, allora il rimborso sarebbe non più a 100 ma in linea con la performance di Saipem rispetto al prezzo di osservazione iniziale. Inutile dire che quando maggiore è la distanza dalla barriera, tanto più ampia sarebbe la perdita per l’investitore.
Tirando quindi le somme, se il prezzo delle azioni Saipem a scadenza dovesse essere più alto di quello iniziale, tutto bene. Ma anche nel caso in cui il prezzo dovesse registrare un ribasso non troppo ampio ci sarebbe un profitto per l’investitore che alla cedola annua dell’8,04% lordo andrebbe a sommare il capitale rimborsato a 100. Quindi nessun problema se alla scadenza le azioni Saipem dovessero aver perso fino al 39% rispetto al fixing iniziale. I problemi sorgerebbero nel caso in cui il titolo dovesse registrare un calo del 40% e oltre rispetto ai prezzi di partenza. In quel caso zero protezione del capitale.
Con il crollo attuale delle azioni Saipem la distanza dalla barriera è ora al 27,26% (assumendo come riferimento l’attuale quotazione Saipem a 1,96€). 1,4226€ è la soglia sotto alla quale il titolo non deve essere scadenza. In caso contrario la protezione verrebbe meno.
Le percentuali sulle cedole (annuali e mensili) si intendono al lordo. C’è quindi la tassazione sui certificati da considerare.
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