
Prossima settimana il Tesoro renderà note le caratteristiche delle prime due aste di aprile: quella di BOT annuali poi in programma giovedì 10 e quella medio e lungo termine in agenda venerdì 11. Inutile dire che l’attesa è tutta per i rendimenti delle due emissioni. L’attuale dinamica dei mercati, con le borse in preda a forti oscillazioni di prezzo a causa dell’introduzione di dazi Usa, sta rendendo molto complesso definire la possibile direzione dei rendimenti dei titoli di stato.
Se fino a pochi mesi fa dominava il paradigma per cui al progressivo ribasso dei tassi BCE sarebbe corrisposto un calo inesorabile di rendimenti di BOT e BTP, adesso è tutto più ingrovigliato come del resto è emerso delle aste di marzo che hanno esitato ritorni molto divergenti. Per aprile è quindi molto difficile pensare ad una traiettoria diritta. Del resto i dati diffusi proprio oggi dalla Banca d’Italia sul rendimento medio di BOT e BTP nel mese marzo hanno confermato questa impressione.
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Rendimento medio BOT e BTP a marzo 2025: ecco come è andata
Secondo le rilevazioni di via Nazionale, a marzo il rendimento di BOT e BTP si è mosso in modo divergente. Mentre i Buoni Ordinari del Tesoro, nonostante tutta la buona volontà, non sono riusciti a reggere, quelli dei titoli a medio e lungo termine non solo hanno retto nel raffronto con il mese precedente ma sono addirittura aumentati.
Ma vediamo un pò di numeri.
Stando ai dati di Bankitalia, il rendimento medio lordo dei BOT a marzo si è attestato al 2,299% contro il 2,389% che era invece emerso a febbraio. Il ribasso è palese e anche il fatto che, sia pure per una frazione, la percentuale media sia più bassa del 3% rappresenta un motivo di preoccupazione in più sulle prospettive di aprile.
Completamente diversa l’aria tra i BTP con il rendimento medio di marzo attestato al 3,287% contro il 3,08% di febbraio. Praticamente il ritorno dei titoli di stato è addirittura salito.
C’è quindi una divergenza che è sempre più marcata tra le scadenze a breve e quelle a medio termine. I BOT, soprattutto quelli a sei mesi, scontano il taglio del costo del denaro da parte della BCE. I BTP invece, pur essendosi allontanati dai rendimenti di un anno fa, comunque stanno reggendo. Del resto il recente terremoto che si è abbattuto sulle obbligazioni sovrane europee ha fatto da contrappeso alla naturale dinamica ribassista innescata dal taglio dei tassi di interesse. Il risultato di questa situazione è proprio sintetizzato nei dati sul rendimento medio della Banca d’Italia.
Risorse utili sulle tematiche di questo articolo:
Cosa succederà ai rendimenti di BOT e BTP a aprile 2025?
Sul secondario per adesso la situazione appare allineata con quella di marzo. Tuttavia essendo i dati Usa in vigore da oggi (Liberation Day lo ha ribattezzato Trump) non è da escludere che possano esserci dei movimenti nei prossimi giorni.
Sul mercato primario, canonico appuntamento con i cinque giorni di asta (2 con i BOT, 2 medio e lungo termine e in mezzo la combinata Short Term e BTP€I). Per adesso è mistero completo sulle lunghezza che andranno in emissione. Nel programma trimestrale aprile – giugno del MEF c’è un riferimento chiarissimo all’emissione di un nuovo BTP a 7 anni e un nuovo benchmark decennale. Non è dato sapere se questi titoli (o uno di essi) saranno emessi ad aprile o nei prossimi mesi. Quello che è certo è che si tratta di lunghezze molte apprezzate delle famiglie e sulle quali i rendimenti potrebbero quindi avere il loro primo banco di prova.
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