Mentre l’attenzione dei crypto-investitori è tutta rivolta (giustamente) alla decisione SEC di prendere ufficialmente in esame la proposta di Fidelity per un ETF spot su Solana, il gestore di asset digitali Grayscale ha presentato proprio oggi una richiesta formale alla stessa autorità di controllo per registrare il suo Grayscale Solana Trust (GSOL), con l’obiettivo di convertirlo in un ETF negoziato sul NYSE Arca. La mossa di Grayscale allunga così ancora di più la lista di gestori che hanno presentato alla SEC richieste per loro ETF SOL (Ark Invest e 21Shares su tutti). Tuttavia, trattandosi di una trasformare di un fondo già esistente su Solana in un ETF quotato, la richiesta di Grayscale presenta caratteristiche diverse.
Grayscale punta a trasformare il suo fondo su Solana in un ETF quotato
Iniziamo con dire che questa mossa rappresenta un nuovo passo nella strategia da tempo perseguita dal gestore che punta apertamenete ad ampliare l’accesso degli investitori tradizionali al mondo delle criptovalute. L’iter è lo stesso seguito a suo tempo per gli ETF su Bitcoin ed Ethereum che, come noto, approvati dalla SEC lo scorso anno.
L’intento di gestori come Grayscale è chiaro: offrire prodotti finanziari regolamentati che permettano di esporsi alle criptovalute come Solana attraverso un normale conto di intermediazione e senza che sia necessario il possesso diretto del token SOL.
Stando alle indiscrezioni che circolano oramai da mesi Solana è tra i candidati più promettenti per ottenere l’approvazione regolamentare da parte della SEC e questo non per una preferenza a priori ma perchè da tempo Solana può beneficiare di un mercato dei future regolamentato. Se a ciò poi si aggiunge il cambio di atteggiamento della SEC, ora più aperta al settore crypto, si capisce perchè ci sia molta fiducia.
🔐 USA SOLO BROKER REGOLAMENTATI PER COMPRARE ETF ⏬
Nessun coinvolgimento nello staking
Nel documento depositato, Grayscale ha chiarito che il trust, anche dovesse avere il via libera alla conversione in ETF, comunque non parteciperà allo staking. Da ciò ne consegue che non saranno usati i SOL detenuti per guadagnare ricompense attraverso la validazione delle transazioni.
Lo staking, infatti, consiste nel bloccare criptovalute per contribuire alla sicurezza della rete e, in cambio, ricevere ricompense. Il tema è da tempo molto caldo dal punto di vista normativo e, già in passato, la SEC aveva sollevato una serie di dubbi sulla natura giuridica dei meccanismi di staking affermando che essi potevano essere assimilati ai titoli finanziari.
Per evitare di incappare in un “no” della SEC alla richiesta di conversione del fondo Grayscale Solana Trust (GSOL) in un ETF Solana quotato, Grayscale ha quindi cassato il problema alla radice: comunque non ci sarà alcuno staking.
In questa strategia del gestore non c’è assolutamente niente di strano visto che già in passato asset manager anche di primo piano cambiano i loro documenti per escludere riferimenti allo staking. Avvenne così al momento della richiesta per gli ETF su Ethereum. Allora però si trattava di ammorbidire l’intransigente Gary Gensler che era alla guida della SEC (era Biden) mentre ora sembra più che altro essere un modus operandi.
Cosa puoi fare adesso?
Ci sono tante richieste per ETF crypto in attesa di autorizzazione da parte della SEC. I vari ETF Solana se la dovranno vedere con gli ETF XRP nella gara ai fondi su altcoin spot che per prima avranno il via libera SEC nel 2025. Per adesso però, di concreto, non c’è niente. Il solo modo per investire in crypto con i fondi quotati è guardando ai migliori ETF Bitcoin.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa.
Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’uso delle informazioni riportate.