nuovo isee 2025

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) sta subendo un importante aggiornamento a seguito dell’approvazione del nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Grazie alle novità introdotte dal decreto direttoriale n. 75 del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, diventa possibile escludere dal calcolo ISEE, fino a un massimo di 50.000 euro, alcuni strumenti finanziari come i Titoli di Stato (Bot, CTz, BTp, CcT) e i buoni fruttiferi e libretti di risparmio postale. Questo passaggio, annunciato e formalizzato con la pubblicazione del nuovo decreto, apre nuovi scenari per i nuclei familiari che desiderano rivalutare la propria situazione patrimoniale ed eventualmente beneficiare di prestazioni sociali agevolate.

Nell’articolo che segue approfondiremo le motivazioni alla base della riforma e le modalità pratiche di aggiornamento della DSU, con uno sguardo particolare ai costi, alla procedura e ai vantaggi per i risparmiatori.

Nuovo ISEE 2025: perché cambiano i calcoli

La riforma era stata preannunciata dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2025, n. 13, che ha introdotto la possibilità di escludere alcuni prodotti finanziari garantiti dallo Stato dal patrimonio mobiliare rilevante ai fini del calcolo ISEE. L’intento principale è favorire e tutelare il risparmio postale, non penalizzando chi ha scelto soluzioni considerate sicure (titoli di Stato e buoni postali) per mettere da parte i propri soldi.

Di fatto, queste forme di investimento – BTP, BOT, CTz, CcT, buoni fruttiferi e libretti di risparmio postale – rientrano tra i prodotti di raccolta statale e, con la nuova normativa, possono essere esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a una soglia massima di 50.000 euro per ciascun nucleo familiare. Questa scelta legislativa vuole incentivare la diffusione e l’utilizzo di prodotti di risparmio in cui la garanzia dell’emittente statale rappresenta un elemento di sicurezza sia per i cittadini sia per la stabilità del mercato.

Cosa prevede il nuovo decreto direttoriale

Il decreto direttoriale n. 75 del Ministero del Lavoro, emanato in concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso operative le modifiche previste dal suddetto DPCM, approvando anche il modello aggiornato della DSU e le relative istruzioni di compilazione.

Nel dettaglio:

  1. Aggiornamento del modello di DSU: il nuovo modulo sostituisce integralmente i precedenti e introduce le voci che recepiscono l’esclusione dei titoli di Stato e degli strumenti postali dal patrimonio mobiliare, entro il limite di 50.000 euro totali.
  2. DSU presentate in precedenza: le DSU già presentate nell’anno in corso conservano la loro validità fino al 31 dicembre, ma tutti i contribuenti che desiderano usufruire di questa novità possono scegliere di presentare una nuova DSU, calcolata secondo le regole aggiornate.
  3. Eliminazione dalla DSU precompilata: l’INPS, per chi compila la dichiarazione in modalità precompilata, ha eliminato in automatico i titoli di Stato dall’estrapolazione dei rapporti finanziari. In questo modo, il soggetto dichiarante deve unicamente verificare la congruità di tali dati o, nel caso, inserirli correttamente in base alle voci di codice (02, 03, 06, 07) indicate nelle istruzioni.

Nuovo ISEE 2025: come aggiornare la DSU (e a che costo)

Aggiornare la DSU alla luce delle nuove disposizioni è possibile sia online, in autonomia, sia con l’ausilio di un CAF o di un professionista abilitato.

Presentazione tramite CAF o professionista

In genere la prima DSU dell’anno è gratuita, perché i Centri di Assistenza Fiscale ricevono un contributo dallo Stato. Tuttavia, dal 1° ottobre 2023 le DSU successive alla prima non sono più coperte da tale convenzione. Ciò significa che se hai già calcolato l’ISEE a inizio anno, e ora desideri sfruttare l’esclusione dei titoli di Stato e buoni postali, il CAF potrebbe chiedere un compenso (in media intorno ai 25 euro).

Presentazione online (fai-da-te)

Se preferisci evitare il pagamento, puoi accedere all’area riservata INPS, tramite SPID, CIE o CNS, e compilare direttamente la DSU nella versione precompilata, apportando le eventuali modifiche necessarie. Anche in questo caso, il sistema è stato aggiornato per semplificare la procedura.

Al momento, il Ministero del Lavoro ha informato che potranno servire alcuni giorni prima che tutti gli adeguamenti tecnici siano perfettamente operativi; nel frattempo, chi sceglie la strada online può comunque verificare in autonomia l’allineamento delle proprie informazioni.

Quali vantaggi per le famiglie

La nuova normativa può portare benefici concreti a molte famiglie:

  • ISEE potenzialmente più basso: se possiedi BTP, BOT o buoni postali (con relativo libretto di risparmio) per un valore non superiore a 50.000 euro, ora questi non incideranno sul calcolo del patrimonio mobiliare. È plausibile che, escludendo tali importi, la soglia ISEE risulti più bassa rispetto al passato.
  • Mantenimento dell’accesso alle prestazioni agevolate: per chi era a rischio di superare determinate soglie ISEE, l’esclusione di queste forme di risparmio sicuro potrebbe significare conservare, o addirittura ampliare, il diritto a prestazioni sociali, incentivi e bonus.
  • Riconoscimento del “valore sociale” del risparmio postale: il legislatore intende premiare forme di investimento in strumenti statali, tradizionalmente considerate più prudenti, senza penalizzare chi punta su titoli di Stato per tutelare la propria stabilità economica.

Per valutare correttamente se convenga richiedere un secondo calcolo, puoi considerare l’entità delle somme investite in titoli di Stato o prodotti postali, l’importo dell’eventuale compenso al CAF, nonché i possibili risparmi derivanti da un ISEE più basso (ad esempio, se hai in programma di richiedere particolari agevolazioni o bonus).

In ogni caso, il quadro normativo conferma la volontà di premiare il risparmio sicuro in un contesto economico in cui le famiglie necessitano di un sostegno concreto e di un sistema di welfare più inclusivo. Se rientri nelle categorie interessate, ti conviene informarti tempestivamente e, se necessario, procedere a una rettifica dell’ISEE, così da poterne beneficiare al più presto.